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    November 17

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    November 13

    Sta per tornare la legge ammazza blog: che facciamo stiamo zitti?

    La Camera manda avanti il DDL anti-blog

    Roma - Era ottobre 2007. Il consiglio dei ministri approvava il cosiddetto "DdL Levi-Prodi", disegno di legge che prevedeva per tutti i blog l'obbligo di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione e la conseguente estensione sulle loro teste dei reati a mezzo stampa.
    La notizia, scoperta del giurista
    Valentino Spataro e rilanciata da Punto Informatico, fece scoppiare un pandemonio. Si scusarono e dissociarono i ministri Di Pietro e Gentiloni, ne rise il Times, Beppe Grillo pubblicò un commento di fuoco sul suo blog. Il progetto subì una brusca frenata e dopo un po' le acque si calmarono. Cadde il governo Prodi.
    Un anno dopo: novembre 2008. Un altro giurista, Daniele Minotti, si accorge che il progetto di legge gira di nuovo nelle aule del nostro Parlamento, affidato in sede referente alla commissione Cultura della Camera (
    DdL C. 1269).
    Minotti ne fa una
    breve analisi sul proprio blog, marcando le diversità fra il nuovo testo e quello precedente. Abbiamo tuttavia alcune differenze di interpretazione. Diamo insieme un'occhiata ai punti salienti del progetto di Legge per capire cosa possono aspettarsi i navigatori e i blogger italiani:

    Art. 2.
    (Definizione di prodotto editoriale).

    1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

    Qualsiasi blog rientra in questa definizione.

    Art. 8.
    (Attività editoriale sulla rete internet).

    1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

    3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.

    All'apparenza il comma 3 escluderebbe la maggioranza dei blog dall'obbligo di registrazione e dai correlati rischi legali. Ma non è così. Ecco alcuni esempi pratici.

    Il blog di Beppe Grillo ha una redazione, ha banner pubblicitari, vende prodotti. In parole povere: sia secondo il
    Codice Civile, sia secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa. Se il progetto di legge fosse approvato, perciò, Beppe Grillo avrebbe con tutta probabilità l'obbligo di iscriversi al ROC. Non solo: sarebbe in questo modo soggetto alle varie pene previste per i reati a mezzo stampa.

    Affari suoi, diranno forse alcuni. Eppure non è l'unico a doversi preoccupare. Nella stessa situazione si troverebbero decine, probabilmente centinaia di altri ignari blogger. Infatti: chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, secondo la comune
    interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa.

    Il ragionamento è semplice. L'apposizione di banner è un'attività pubblicitaria continuativa che genera introiti; una prestazione continuativa è un'attività di impresa; chi fa impresa grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC; chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa. Chi invece è in questa situazione e non si registra al ROC, può essere denunciato per
    stampa clandestina (ricordiamo un caso recente).

    Per quanto in nostra conoscenza, manca ancora un pronunciamento strettamente ufficiale dell'Agenzia delle Entrate (
    interpello) se l'uso di qualche banner rientri nelle attività dell'impresa (ma l'orientamento è piuttosto chiaro: banner = attività lucrosa continuativa; attività lucrosa continuativa = impresa).

    Per questa ragione, se il progetto di Legge venisse approvato come è ora proposto, saremmo nel migliore dei casi di fronte ad una legge passibile di più interpretazioni e quindi potenzialmente molto pericolosa. Facciamo un esempio di fantasia, ambientato a Paperopoli.

    Rockerduck: "Se non cancelli l'articolo sul tuo blog che parla male di me, ti trascino in tribunale per diffamazione a mezzo stampa."
    Paperino: "Ma il mio blog non è una testata!"
    Rockerduck: "Però hai un banner pubblicitario, quindi potresti essere un'impresa, e quindi devi iscriverti al ROC. Anzi, se non togli l'articolo ti denuncio pure per
    stampa clandestina."
    Paperino: "Ok. Sob."

    Provate a sostituire "Rockerduck" con "picciotto" e "Paperino" con "cittadino" e il gioco è fatto.

    Luca Spinelli 

    Notizia tratta integralmente da Punto Informatico del 10 Novembre 2008

    November 12

    Perché in Campania l'arresto per i rifiuti?

    Dal 31 ottobre per chi abbandona rifiuti ingombranti per strada c’è l’arresto, ma solo se si è in Campania. Per adesso sei persone sono state arrestate a Napoli in flagranza: avevano abbandonato illecitamente, su aree pubbliche, materiale di risulta proveniente da lavorazioni industriali ma anche mobili da cucina, bombole di gas, materiale ferroso e mattoni di scarto. Questa legge sembrerebbe illegittima, ma c'è chi come il gip Nico-la Miraglia la pensa in modo diverso tanto da aver rigettato come “manifestamente infondata” la prima eccezione di incostituzionalità sostenendo che: “La situazione di emergenza tipica della sola Campania in tema di rifiuti giustifica una regolamentazione diversa della materia rispetto ad altre regioni anche sul versante del trattamento penale”.

    Io forse non sono abbastanza intelligente e acuto, ma proprio non riesco a capire perché chi butta rifiuti ingombranti speciali e/o pericolosi come i vecchi frigoriferi e lavatrici a mobili scassati) da Sessa Aurunca a Sapri, cioè in Campania, rischia il carcere, e chi lo fa da Ventimiglia a Luni, cioè in Liguria, non rischia questa punizione.

    Eppure a me, in alcune curve della Via Aurelia, anche nei punti più "panoramici" del Tigullio capita spesso di vederne, eccome, di vecchi materassi e altri materiali "ingombranti". Che si voglia punire la maggior estrosità dei campani? Che la "munnezza napoletana" sia più pericolosa della "rumenta genovese"?

    L'ambiente va protetto in tutta Italia, in Liguria come in Campania
    November 11

    Una pagina di storia gloriosa

    Il 4 novembre è una data importante per l’Italia, ma la Vittoria del 1918 fu costruita l'anno prima. Ma data dell'8 novembre è passata quasi sotto silenzio, anche perché così vicina a quella del 4, anniversario della Vittoria della "Grande Guerra". Desidero però ricordare che l'8 novembre 1917 si svolse a Peschiera un convegno molto importante: quello fra i plenipotenziari italiani, francesi ed inglesi dopo la battaglia di Caporetto. I nostri alleati non credevano alle nostre possibilità di resistenza all'avversario austro-ungarico-tedesco e chiesero la ritirata italiana fino al Po. Prima del colloquio, Re Vittorio Emanuele III affermò la sua volontà di parlare da solo. Secondo la testimonianza dei plenipotenziari britannici, la sua prosa ed i suoi argomenti furono tali da convincere, senza lasciare alcun dubbio in proposito, chi non pensava possibile una resistenza italiana sul Piave che, invece, risultò vincente. Circa un anno dopo, il Re impose l'avvio della battaglia di Vittorio Veneto, nonostante l'opposizione, più o meno velata, di alcuni generali, e il successo fu travolgente. In pochi giorni, dopo un'iniziale resistenza austroungarica, determinò il tracollo dell'Impero, portando all'armistizio di Villa Giusti. Si apriva così un fronte meridionale per l'attacco alla Germania, la quale, resasi conto del pericolo e nonostante si trovasse ancora, sul fronte occidentale, saldamente in territorio francese, si arrese. La 4° guerra d’indipendenza o la Prima Guerra Mondiale era vinta.

    November 09

    La Lega ridicola e razzista…

    Il ministro Maroni tempo fa dichiarò che l’Italia non è razzista e sono d’accordo con lui anche se oggi, nell'Italia governata dalla Lega, si verificano sempre più spesso casi di intolleranza. Ma la sua Lega è razzista e su questo non potrà mai controbattere. La prova che i leghisti sono razzisti emerge quotidianamente dalle proposte di legge presentate dai vari deputati e senatori.

    Ultima strozzata in ordine di tempo, l’istituzione della "purezza etnica" e "padanizzazione" degli alpini in una proposta di legge firmata dal deputato del Carroccio, Davide Caparini, che ha l'obiettivo di «salvaguardare la natura "padana" delle penne nere, riconoscendo un bonus agli arruolati settentrionali». Infatti, nel provvedimento in discussione alla commissione Difesa della Camera, presieduta da Edmondo Cirielli, la Lega propone di pagare di più gli alpini del Nord rispetto a quelli del Sud: 500 euro di "premio" in busta paga per avere avuto il merito di essere stati partoriti sopra la linea gotica. I nuovi arruolati provenienti dalle regioni settentrionali, inoltre, potranno svolgere servizio «in siti prossimi» al loro comune di residenza. Non solo, a decidere «sui requisiti psicoattitudinali dei giovani aspiranti» sarà una commissione del Nord, cioè composta da personale residente nel settentrione d'Italia. Perché anche gli esaminatori del Nord? Per «ovviare alle sempre più frequenti discriminazioni compiute proprio ai danni degli aspiranti volontari» di regioni settentrionali, in favore dei meridionali, spiegano gli esponenti del Carroccio.

    Questa malsana idea, palesemente discriminatoria nei confronti dei giovani del Sud sembra ispirata dal libro "Mein Kampf", perché come nella teoria di Hitler, nella teoria della Lega sta l'idea della razza cosiddetta "ariana" o "nordica", cioè la razza più forte, la più creativa e valorosa, a cui spetta il diritto di dominare il mondo. Fortunatamente l'idea è già stata bocciata e la quasi totalità della commissione ha dichiarato che eventuali ulteriori benefici andranno assegnati a tutti, a prescindere dal luogo di residenza o dalla provenienza geografica.

    Ma gli uomini della Lega lo sanno che gli alpini fanno parte dell’ Esercito italiano, e che negli oltre 100 anni di storia tantissimi meridionali hanno servito con la penna nera tutti i fronti di tutte le guerre cui ha preso parte l'Italia? Per la Lega l’antimeridionalismo, é come per Hitler l'antisemitismo. Per la Lega i meridionali non sono una comunità italiana ma una razza, e cioè la razza che vuole rovinare tutte le altre. Mescolandosi con i padani i meridionali cercano di imbastardirli, distruggendo la purezza della razza e eliminando così la loro forza, necessaria per la lotta per la supremazia. Il meridionale è il nemico più pericoloso, è cattivo fino in fondo. E l’antimeridionalismo sta diventando per Bossi e compagni una vera e propria ossessione.

    Questo potrebbe sembrare ridicolo ma non lo é, hanno cominciato con gli insegnanti, poi con gli alpini, poi toccherà agli impiegati statali e poi gli operai e poi… Di questo passo questa nuova ideologia tutta padana un giorno potrebbe avere gravi conseguenze sul fronte costituzionale e civile.

    È importante che l'opinione pubblica e i suoi elettori (in buona fede) siano informati del pericolo cui vanno incontro.

    November 03

    Quando la legge non rende giustizia!!!

    L’ Art. 438 del nostro Codice di Procedura Penale prevede che l'imputato possa chiedere che il processo sia definito all'udienza preliminare allo stato degli atti, giusto per dare la possibilità all’imputato di salvare il cu…o. I giudici ostili agli sconti di pena chiedono un limite al rito abbreviato, e hanno perfettamente ragione perché con il sistema attuale può succedere di tutto, si può uccidere la moglie (o il marito) e non fare un giorno di galera, come illustrato nel paradossale esempio di Bruno Tinti (Procuratore aggiunto di Torino) Autore di "Toghe Rotte".

    Dopo l'omicidio bisogna correre subito dai Carabinieri per autodenunciarsi, spiegare i dettagli del delitto e far rintracciare gli strumenti utilizzati per compierlo (punteruolo, pistola, martello, ecc.)- Non sussistono più i pericoli di inquinamento delle prove e di fuga. L'arresto non è perciò necessario. In attesa del processo si potrà continuare la propria normale attività. Per l'uxoricidio è previsto l'ergastolo, ma il marito può dimostrare di "aver agito in stato d'ira determinato da un fatto ingiusto altrui" (art. 62 n.2), ad esempio le corna, essere disponibile a risarcire i parenti della ex moglie (art. 62 n.6) e chiedere il rito abbreviato. Il giudice, dotato di calcolatrice, comincia a detrarre: la pena, senza le aggravanti, non è più l'ergastolo, ma il carcere per 24 anni; meno un terzo, art. 62 n.2 (stato d'ira) = 16 anni; meno un terzo, art. 62 n.6 (risarcimento) = 11,33 anni periodico; meno un terzo, art. 62 bis, attenuanti generiche (concesse a tutti) = 7,5 anni; meno un terzo per il rito abbreviato = 5 anni; se l'omicidio è avvenuto prima del maggio 2006 sono scontati tre anni per l'indulto = 2 anni con la sospensione condizionale della pena.

    Nel caso la Giustizia sia particolarmente severa con una condanna a tre anni, il marito verrebbe affidato ai servizi sociali. Dopo l'omicidio bisogna correre subito dai Carabinieri per autodenunciarsi, spiegare i dettagli del delitto e far rintracciare gli strumenti utilizzati per compierlo (punteruolo, pistola, martello, ecc.)- Non sussistono più i pericoli di inquinamento delle prove e di fuga. L'arresto non è perciò necessario. In attesa del processo si potrà continuare la propria normale attività.

    October 30

    Blogger uniti per i rifugiati...

    Bloggers unire Unite per i rifugiati

    Il 10 novembre 2008, organizza la giornata mondiale in favore dei rifugiati, oltre 10.000 blogger di tutto il mondo si uniranno far sentire la loro voce, in nome e per conto di oltre 40 milioni di rifugiati. Per far conoscere al mondo le atrocità che devono sopportare tanti esseri umani. Unisciti a noi il 10 novembre postando sulle atrocità, condividendo le tue idee, ed essere parte attiva della soluzione globale a un problema globale. Noi blogger abbiamo il potere di far conoscere il problema dei rifugiati e far si che tutte le persone siano informate e quindi responsabilizzate. Il 10 novembre postate le vostre parole possono contribuire a cambiare vita di quei 40.000.000 di rifugiati. Aggiungere al vostro blog uno dei badge per mostrare il vostro supporto in questa importante campagna di sensibilizzazione sociale.

    Per saperne di piu andate al sito http://unite.blogcatalog.com/ 

    October 28

    Sardegna in …lutto...

    Sardegna ancora una volta vittima dei soliti noti. Cinque morti, oltre duemila senza casa a Capoterra, imprese agricole e territori devastati, più di 15 milioni di euro di danni a causa dell'eccezionale ondata di maltempo che ha colpito il sud della Sardegna. «Oltre 300 millimetri di pioggia caduti in poche ore sono un evento eccezionale ma non dimentichiamo che con il cambiamento climatico, purtroppo, ci troveremo sempre più spesso di fronte a eventi meteorologici estremi e la cattiva gestione del territorio ha fatto si che si sia trasformato in tragedia. Con una maggiore prevenzione e un'adeguata pianificazione del territorio, infatti, si sarebbe potuto evitare che il nubifragio di ieri diventasse una catastrofe. Ma chi sono i responsabili? Sono gli amministratori pubblici troppo affezionati allo sviluppo edilizio che hanno fatto scelte dissennate di uso del territorio che in questi anni hanno lasciato che vincesse il re cemento dell’edificazione selvaggia. Sì, sono loro i responsabili dei lutti che hanno indirettamente provocato, ma sono tutti tranquilli, non accadrà nulla non pagheranno nemmeno questa volta. "Dobbiamo ora verificare un piano stralcio di bacino per un territorio che conta 30 mila persone che devono essere messe in sicurezza - ha sottolineato il presidente della Regione al termine di una riunione straordinaria della Giunta -. Si tratta di un territorio delicato da un punto di vista idrografico e interessato nel passato da vasta antropizzazione. Alcune parti, per prudenza, dovevano essere sottratte all'edificazione. Ora dobbiamo correggere questi errori". Insomma come al solito si chiude la stalla solo dopo che gli animali son scappati.

    October 25

    Il Papa e la scienza

    Pur avendo il massimo rispetto per il Papa Benedetto XXVI, considero le sue parole stonate quando afferma che gli scienziati al giorno d'oggi sarebbero avidi e arroganti, solamente dediti ad inseguire facili guadagni. Ci saranno certamente alcuni casi di cattivi esempi, di scienziati che di fronte all'ipotesi del guadagno facile non hanno esitato a passare sopra a qualsiasi etica. Di tutto si può dire dei nostri ricercatori fuorché che siano mossi dall'avidità. Il fatto che molti rimangano a lavorare in Italia con contratti che nessuno accetterebbe è la prova che di certo il loro impegno nella ricerca della conoscenza non è mosso da interessi economici. Sono molti gli italiani che si sono trasformati in cervelli in fuga perché non ne potevano più di essere sfruttati da un sistema che non dà alcuna speranza a chi vorrebbe fare della ricerca una professione vera e propria. Molti sono quelli che nonostante tutto rimangono in Italia, alle dipendenze di un sistema che dal punto di vista economico dà ben poche soddisfazioni.

    Stonano anche quando dichiara che «la scienza non è in grado di elaborare principi etici». Ma se non era per gli scienziati stavamo ancora qui a morire di peste consolati dall'elaborato principio etico del castigo di Dio. Oltretutto con la liceità del ricorso ai periodi infecondi dell'"Humanae Vitae" il magistero della Chiesa basa il suo principio etico dell'amore coniugale e della paternità responsabile (della maternità non si parla) su un "metodo scientifico". Ora il metodo Ogino-Knaus è del '28, la "Humanae Vitae" del '68. Benché io preferisco altri metodi più scientificamente sicuri, qui siamo di fronte a un evidente caso nel quale è la Chiesa a non essere in grado di elaborare principi etici e come al solito ha dovuto accoglierli e riconoscerli come necessari.

    Come quell'altro fatterello di non poco conto della terra piatta. Oppure quando in una sua memorabile omelia, mi pare nell'anno domini 1947, l'arcivescovo cardinal Siri condannò con parole di calda sincerità, e di verità, a suo modo, l'invenzione e l'uso dell'energia elettrica, la cui introduzione aveva sovvertito l'ordine naturale, divino, nello svolgersi della vita quotidiana, confondendo il giorno con la notte, distogliendo dal giusto lavoro e dal giusto riposo, dando occasione di pervertire la notte e la sua benigna oscurità in una illusione peccaminosa di un eterno diurno affannarsi, moltiplicando le occasioni di dannazione.

    Facciamo un passo avanti e andiamo incontro alla gente, siamo ormai nel terzo millennio e non possiamo né tornare indietro, né fermarci.

    October 21

    Accuse allo Stato nemico…

    Giorni fa a Palermo due ragazzi in sella a un motociclo sono fuggiti all'alt della polizia e nella fuga si sono schiantati perdendo la vita. Il padre di uno di questi chiede giustizia e dice: «Qualcuno deve dire chi li ha uccisi». Nel quartiere dove costoro abitavano, alla notizia della gravissima disgrazia, è scoppiato il finimondo, auto a fuoco e gravi atti di violenza contro le forze dell'ordine intervenute, dimostrando per l'ennesima volta l'incultura e l'odio che spesso si ripete in queste circostanze. Certo sentire che due giovani hanno perso la vita così stupidamente addolora un pò tutti, ma sentire il padre di una delle vittime prendersela con chi ha agito nel compimento del suo lavoro e dovere mi sembra troppo. Penso che questa persona dovrebbe prendersela con se stesso, dovrebbe cominciare a interrogarsi su se stesso, sull'educazione che ha dato a suo figlio, sul suo senso della giustizia e delle leggi, ma non lo fa sarebbe un processo di fatica insopportabile; dovrebbe "resettare" tutta la sua vita e ricominciare da capo. Sempre che ne sia in grado.
    Se gli abitanti di quel quartiere dovessero fare altrettanto, andrebbe in frantumi una cultura millenaria, o una millenaria as-senza di cultura, e quella gente si sentirebbe totalmente priva di sicurezze. Perché le sicurezze di quell'uomo e di quella gente sono tutte lì, nello Stato nemico, nella legge ingiusta, nel destino crudele.
    Il loro atteggiamento non è comunque singolare, non è limitato alla Sicilia, ma si sta diffondendo in tutta Italia in ogni sua regione e classe sociale. È il modo più facile di cavarsela quello dell'incolpevolezza soggettiva, e mi sembra che sia praticato con sempre maggiore convinzione. Insomma, la colpa è sempre dello Stato.

    October 20

    I primari interessi....

    Ultimamente pare che ad alcuni uomini non interessi altro, ma poi si lamentano se l'economia va a rottoli, se la malavita ci strittola, insomma non cercano di ottenere ciò che amano e si accontentano di amare ciò che hanno, anche se hanno ben poco. Così va il mondo.

    October 19

    L'isola dei famosi...

    Nell'isola dei famosi il reality show di Rai Due, condotto da Simona Ventura, nel quale dodici concorrenti VIP devono riuscire a sopravvivere in un'isola deserta senza nessuna comodità (devono costruirsi un rifugio, accendere il fuoco, procacciarsi il cibo, ecc.). I concorrenti posseggono un kit di sopravvivenza di base che, grazie ad alcune prove collettive, possono arricchire di nuovi oggetti. Una volta a settimana si svolge la prova leader, gara di destrezza, equilibrio, forza, ecc., per determinare il leader della settimana, concorrente che diventa immune dall'eliminazione nella successiva puntata. Ogni settimana, in diretta, si svolgono le nomination attraverso le quali i concorrenti vengono progressivamente eliminati. In finale rimangono gli ultimi concorrenti superstiti a contendersi il premio in denaro per il primo classificato.

    Una bella prova per personaggi abituati ad avere tutto con troppa facilità, peccato che  sia diventata una infelice trasmissione, specchio della società sfilacciata e degenerata nella quale, noi, viviamo.

    Linguaggio triviale, comportamenti tribali, permanente antagonismo conflittuale, sboccata litigiosità, non solidarietà né amicizia, soltanto rabbia, invidia, cattiveria, violenza. Una trasmissione licenziosa e volgare con l'aggravante di piacere a milioni di italiani, indice dei tempi magri in cui siamo sprofondati, dimentichi del garbo e delle buone maniere. Insomma un cattivo esempio per quei giovani che oggi hanno come modelli di vita proprio quei personaggi.

    October 17

    L'eurodeputata oggi insulta...

    Attraverso la stampa ho appreso che una ex eurodeputata del partito comunista italiano di nome Dacia Valent, Figlia di un diplomatico italiano e di una principessa somala, lasciò la facoltà di ingegneria per entrare nella Polizia. Assegnata alla questura di Milano, chiese il trasferimento a Palermo, presso il servizio scorte. Pesantemente importunata da un passante, durante un turno di servizio a scorta dell'allora presidente della Regione Sicilia il socialista Salvatore Lauricella, la storia finì sui giornali diventando un caso nazionale, ha pubblicato sul proprio sito una lunga lettera contenente i peggiori insulti rivolti al popolo italiano. Ho verificato, tutto verissimo. Questa fine signora scrive:

    “Voi non riuscite nemmeno a immaginare quanto sia difficile per me scrivere, tentando di non ferire le vostre povere sensibilità di piccoli bianchi, totalmente ignoranti del loro passato di carnefici di neri, ebrei e musulmani. Non conoscete nulla di quello che avete nel vostro DNA storico, vi riempite la bocca di ebrei solo per salvarvi la coscienza, raccontando di come gente tipo Perlasca – un fascista di m*rda che dovrebbe morire mille volte solo per essere stato fascista ed aver sostenuto fossanche per un solo minuto quel regime – ne ha salvato alcuni. Siete un popolo senza futuro perché siete un popolo senza memoria. Me ne fotto degli italiani brava gente. Anzi, mi correggo, me ne fotto degli italiani bianchi e cristiani, naturalmente brava gente. Non lo siete. Siete ignoranti, stupidi, pavidi, vigliacchi. Siete il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto. Brutti come la fame, privi di capacità e di ingegno se non nel business della malavita organizzata e nella volontà delle vostre donne (studentesse, casalinghe, madri di famiglie) di prostituirsi e di prostituire le proprie figlie. Anche quando dimostrate un barlume di intelligenza, questa si perde nei rivoli del guadagno facile e del tirare a fregare chi sta peggio di voi. Nessuna delle vostre battaglie ha un senso per altri se prima non produce un tornaconto per voi stessi. Dalla politica alla religione, dal sociale alla cultura, siete delle nullità. Capaci di raccogliere firme e manifestare, salvo poi smentire con ogni vostro atto quotidiano quello che a grande voce dichiarate pubblicamente. Andate a marciare da soli, che marci siete e marci rimarrete e non vi voglio profumare. Non avete una classe media, siete una penosa e noiosa classe mediocre, incivile e selvaggia. I giornali più venduti sono quelli che trattano di gossip e i programmi televisivi più gettonati - al fine di vendere le proprie figlie come bestiame, come le vacche che sono destinate inevitabilmente a diventare, vista la vostra genia – sono i reality. Avete acclamato qualsiasi dittatore e sottoscritto qualsiasi strage, salvo poi dimenticarvene ed assurgere come vittime di un élite. Non avete un’élite, cogli*ni, fatevene una ragione: i vostri deputati e senatori sono delle m*rde tali e quali a voi, i vostri capitani d'azienda sono dei progetti andati a male dei centri di collocamento, ma che o avevano buoni rapporti famigliari o il culo l'hanno dato meglio di voi. Non solo quelli al governo (o che fanno capo all'area governativa), anche e soprattutto quelli che fanno capo all’opposizione. Da quelli oggi al governo non ci aspettiamo nulla se non quello che da anni ci danno: razzismo, esclusione, spedizioni punitive, insulti ed umiliazioni. Ma da quelli all’opposizione, quelli che si sono arricchiti con anni di Arci, Opere Nomadi, Sindacati Confederali, e sempre sulla nostra pelle, facendoci perdere diritti che ormai davamo per acquisiti, ci aspettiamo che si facciano da parte. Sono ormai troppi anni che deleghiamo le nostre lotte a persone che in teoria dovrebbero averle fatte proprie, dimenticandoci l’infima qualità dell’italiano pseudobianco e pseudocristiano: non vale un c*zzo perché non ha valori che valgano. Un popolo di mafiosi, camorristi, ignoranti bastardi senza un futuro perché non lo meritano: che possano i loro figli morire nelle culle o non essere mai partoriti. Questo mondo non ha bisogno di schiavi dentro come lo siete voi, feccia umana, non ha bisogno di persone che si inginocchiano a dei che sia chiamano potere e denaro e nemmeno di chi della solidarietà ha fatto business. Ha bisogno di altro, che voi non avete e quindi siete inutili. Dite che non è così? Ditelo ai Rom perseguitati in tutta Italia, ditelo ad Abdoul, ditelo ai 6 di Castelvoturno, ditelo a Emmanuel, ditelo ai gay massacrati da solerti cristiani eterosessuali. Ditelo a mio fratello, bastardi. Ditelo alle decine di persone vere, non zecche e pulci come voi, che non denunciano perché sanno che se vanno dalla vostra polizia bastarda e assassina li umilieranno e magari li picchieranno di più e forse li uccideranno come l’Aldro [ammazzato come un cane perché pensavano fosse un extracomunitario], e se sono donne le violenteranno, e non avranno nessuno a cui rivolgersi per essere difesi. Ditelo a quelli che rinchiudete per mesi nei vostri campi di concentramento senza alcun genere di condanna, solo per gonfiare le casse di qualche associazione che finanzierà un qualche partito, generalmente di sinistra, ditelo a quelli che lavorano per i vostri partiti e sindacati da lustri senza avere un contratto ma in nero, ditelo a quelli che si sono fidati di voi per anni, ditelo a quelli che raccolgono l’ultimo respiro di quei maiali dei vostri vecchi, e a quelli che si sfilano dalle fighe delle nostre ragazze per infilarsi in quelle larghe e flaccide delle vostre donnacce, ditelo ai nostri ragazzi che vincono medaglie e che saranno il futuro di questo paese, ditecelo, figli di putt***. Ditelo col cappello in mano, e gli occhi bassi, cani bastardi. Ma sappiate che la risposta ve l’hanno già data a Castevolturno: Italiani bastardi, Italiani di m*rda. Io ci aggiungo bianchi, perché il discrimine è questo. Valete poco perché avete poco da dire e nulla da dare.”

    Pur essendo da sempre contro ogni forma di razzismo leggendo le parole di questa signora sono inorridito perché una persona che dall'Italia ha avuto tutto ora si permette di sputare nel piatto in cui ha mangiato e pure bene, grazie ad uno stipendio da europarlamentare che le consentirebbe di sfamare alcune generazioni se, come molti sperano, tornasse nella sua Somalia.

    La signora nel suo blog avrebbe dovuto scrivere di essere stata rinviata a giudizio per concorso in rapina per essersi appropriata del portafogli e del telefono cellulare di una cittadina d’origine polacca che si era recata negli uffici di un’associazione (dove la Valent lavorava) per denunciare discriminazioni ai danni di alcuni immigrati. Di essere stata arrestata nell’aprile del 1995, a Riano Flaminio, vicino Roma, per tentato omicidio nei confronti del convivente belga. Nel 1992 fonda e diventa presidente di una associazione anti-razzista, la SCORE italy (sezione italiana della Conferenza Permanente per l'uguaglianza razziale in Europa), in seguito nel 2002 questa associazione viene condannata dalla Corte dei Conti per la scorretta gestione dei finanziamenti regionali ottenuti per la realizzazione di centri di prima accoglienza di immigrati (sentenza n.603 del 25/2/2002).

    Nel 1995 accusa alcuni sindacalisti della CGIL di aver richiesto prestazioni sessuali ad alcune somale in cambio di favori (come l'assegnazione di alloggi o viveri), l'accusa si rivelerà in seguito infondata.

    Amareggiato perché le condanne di razzismo arrivano sempre a senso unico, solo quando le vittime sono gli altri. In questo caso arriva una vera e propria istigazione all'odio razziale con parole molto più forti di qualsiasi Borghezio o Gentilini di sorta. Se lo fanno i leghisti arriva subito un magistrato che avvia un processo penale perché razzisti, se lo fa una che è stata nel partito comunista prima e in rifondazione poi, nessuno se ne accorge e tutto passa tranquillamente in cavalleria, con la complicità dei mezzi di informazione che fanno finta di non sapere.

    October 14

    La colpa del crac?

    In questi giorni in cui si sta assistendo se non alla fine certamente ad un drastico ridimensionamento di un sistema economico si va alla ricerca dei veri responsabili dell'apocalisse. Finanzieri? Banchieri? Speculatori? Certo ma non così chiaramente e non così fino in fondo; non a caso in Italia c'è già stato il tentativo di introdurre sur-rettiziamente una norma "salva-manager". Sussurrato a mezza bocca, in tono allusivo, bisbigliato, sottinteso, comincia a prendere forma un concetto secondo il quale i veri responsabili della catastrofe sono i mi-serabili che hanno coltivato l'illusione di potersi comprare una casa od altri beni materiali, o che hanno preteso di trascorrere una tranquilla e serena età della pensione.

    Costoro sarebbero colpevoli di aver creato una domanda artificiale per la quale il mercato non ha potuto fare altro che rispondere e che ha portato ad intaccare le fondamenta del sistema economico. Oggi lo stato finanzia le banche alla fine pagheremo comunque noi. Secondo me ci stanno prendendo per dei perfetti babbei quando ci dicono che il salvataggio delle banche non si tradurrà in regali a queste ultime. Gli Stati nazionali di tutta Europa si sono impegnati a garantire i fondi dei risparmiatori depositati presso le banche in crisi. Per farlo devono mettere nel sistema bancario liquidità per comprare parte delle azioni, senza avere alcun diritto di voto. Ma per quasi tutti la liquidità è proprio quello che manca, in particolar modo manca ancora di più ad un Paese come il nostro che ha un debito pubblico di tutto rispetto.

    Dove andrà a prenderli i soldi lo Stato? Li prende dove li ha sempre presi, facendoseli prestare darle banche centrali, le quali li genereranno a costo zero e li daranno ai vari Stati dietro pagamento di interessi pari al tasso di sconto (quando va bene) oppure pari all'Euribor, nel caso peggiore. Andrebbe tutto bene o quasi se le banche centrali fossero di proprietà dello Stato stesso, non è così perché le banche centrali, ormai non è più un segreto, sono possedute dalle stesse banche che ora gli Stati dovrebbero salvare. In altri termini lo Stato contrae un debito nei confronti delle banche centrali, e quindi indirettamente dalle stesse banche che intende salvare, un prestito non gratuito ma gravato da, interessi che pagheremo noi con le nostre tasse ai soliti banchieri che alla fine non solo non ci avranno perso nulla ma addirittura avranno guadagnato ingenti somme.

    Bisogna riconoscere che molti hanno cercato di vivere al di sopra delle proprie possibilità creando quel nefasto mercato di prestiti personali a restituzione pressoché impossibile, ma un simile rovesciamento di responsabilità che vuole inchiodare alla croce l'uomo che alla fine del mese deve far quadrare i conti, di fronte a politici che hanno dissanguato il nostro paese, amministratori di società che hanno fatto fortuna conducendo le loro aziende al fallimento, speculatori che hanno gettato sul lastrico milioni di piccoli risparmiatori, sarebbe sinceramente vergognoso ed immorale. Qui non si tratta di etica della finanza ma di etica dell'uomo.

    October 13

    Lo sport è morto e sepolto…

    Meno male che lo sport dovrebbe essere la disciplina che accomuna, che avvicina, che elimina tutti i confini. Oggi nel terzo millennio ci sono invece gruppi di ultrà nati nel cuore più nero del-le curve italiane, che segue nelle trasferte la nazionale con un solo intento: fare casino. il calcio, come spesso succede, è soltanto un pretesto. Un esempio vergognoso per tutta l’Italia quello della la notte di Sofia gli scontri, i saluti romani, i cori fascisti, le marce, la bandiera bulgara bruciata sugli spalti. L’ennesima figuraccia internazionale del nostro Paese, condita dai tre arresti operati dalla polizia. Ma questi scalmanati sono veramente di matrice ipernazionalista e nostalgica oppure sono i soliti imbecilli scalmanati che non sanno quello che fanno. I cento italiani, protagonisti degli scontri, vengono isolati in al-to nel curvino accanto alla tribuna d'onore e protetti da un cordone di poliziotti in tenuta anti sommossa: durante l'inno di Mameli in molti tendono il braccio per il saluto romano al grido di «Duce, duce». Gli addetti ai lavori sostengono che «I cori Duce-Duce e il braccio teso durante l'inno di Mameli? In Bulgaria non è reato...». Ma il ministro dell'Interno Maroni, annuncia: «Per i tifosi italiani ar-restati dopo la partita Italia-Bulgaria è in arrivo il Daspo, il divieto di partecipare alle manife-stazioni sportive per cinque anni». Gli arrestati e gli altri , tutti perfettamente riconoscibili, immortalati dai fotografi europei? Gli ebeti sono sempre gli stessi ultra che, alla vigilia del Mondiale 2006 in Germania, annuncia-vano: «Siamo pronti a scontrarci con tutti». Speravano di trasformare la Coppa del mondo in un revival neonazista, ma furono tenuti a bada dalla polizia tedesca. Gli esperti di fenomeni di estremismo politico in Italia, sostengono che da circa tre anni c’é il tentativo dei neofascisti di infiltrarsi tra gli ultra, anche nelle tifoserie tradizionalmente di sini-stra o apolitici che, è diventato più forte e più marcato. All'inizio erano soltanto un centinaio. Ma oggi sono uniti dalla stessa aspirazione: creare un gruppo organizzato al seguito della nazio-nale di calcio modellato come quello degli hooligans inglesi, e il loro numero è aumentato anno dopo anno. Fino a raggiungere, stima la polizia, le settecento-ottocento unità. Quindi facendo una media: 70 kg per 800, se non sbaglio fa 5.400 kg. Mai vista tanta merda tutta insieme. Ecco cosa esportiamo in concomitanza con la trasferta della nazionale italiana.

    May 27

    Basta con le scorciatoie per gli assassini…

     

    Uno strano paese l’ Italia, dal 30 gennaio 2002, giorno in cui fu barbaramente ucciso Samuele, per anni abbiamo sentito parlare dell’omicidio in tutte le salse, e come al solito l’ Italia si è divisa in due, colpevolisti e innocentisti. Lo svolgimento di indagini difensive da parte dell'avvocato Carlo Taormina tramite suoi consulenti condusse alla produzione di prove la cui genuinità venne messa in dubbio e sfociò in un nuovo processo (il cosiddetto Cogne bis) per calunnia e frode processuale. In tale processo sono imputate undici persone, fra cui la Franzoni, Lorenzi e Taormina. Comunque al termine del processo di primo grado, nel 2004, la Franzoni fu riconosciuta colpevole e condannata alla pena di 30 anni di reclusione. La colpevolezza venne poi ribadita nel giudizio d'appello, conclusosi il 27 aprile 2007. Nella sentenza d'appello l'imputata venne, di fatto, ritenuta pienamente sana di mente al momento del delitto ma ne ridusse la pena a 16 anni; ciò grazie alla concessione delle attenuanti generiche (che furono ritenute equivalenti all'aggravante della commissione del fatto nei confronti del proprio discendente) e alla richiesta del rito abbreviato (che comporta lo sconto di un terzo della pena risultante).
    Oggi dopo la conferma di condanna Anna Maria Franzoni è in carcere a Bologna dove ha incontrato Giancarlo Mazzuca, parlamentare Pdl ed ex direttore editoriale del Quotidiano Nazionale. Un resoconto del colloquio sarà pubblicato sul Carlino, la Nazione e il Giorno. «Ho visto una donna fragile, pallidissima e senza più speranze, ma che non ha perso la voglia di vivere», ha anticipato il parlamentare. Hanno parlato per una mezz'ora, nel cortiletto quattro metri per quattro del penitenziario durante l'ora d'aria: «Sono delusa da tutto — dice lei — ma ho tanta rabbia in corpo. Colpendo me hanno colpito anche i miei figli, Davide e Gioele. Mio marito Stefano ora è un uomo distrutto, come me. Mi è vicino, ma è disperato». Annamaria è anche molto arrabbiata con i giornalisti: «Avete scritto tutto quello che vi dicevano i giudici. Io ve l'ho detto che dovevate leggere le carte, che la verità è lì. Ma non l'avete mai fatto». Sulla possibilità di una revisione del processo Annamaria scuote la testa: «È dura, è molto dura». È sulla grazia che ora Annamaria si sta concentrando. Ripete di essere innocente, ma è l'unico modo che potrebbe permetterle di vivere accanto al marito e ai figli.
    Dopo l'appello di Rifondazione Comunista, che attraverso Liberazione ha chiesto la grazia per la Franzoni («un sentimento di pietà non è poi una vergogna»), il leader del Movimento dei Diritti Civili, Franco Corbelli, è passato ai fatti. Venerdì ha presentato a Napolitano l'istanza per la grazia ad Annamaria: «Al presidente ho chiesto un atto coraggioso». Io non sono in grado né di condannare, né di assolvere questa donna, per poter esprimere anche un piccolo giudizio occorrerebbe conoscere tutti gli atti processuali. Occorre quindi prendere per buono ciò che hanno dichiarato i giudici. Ora, ma è possibile che ogni volta che la giustizia fa il suo corso, anche se lungo e travagliato come questo caso alla fine si capovolge ogni cosa. Si diventa martiri invece che colpevoli, e il marito in tutto questo ha delle precise responsabilità, vivendo vicino a questa donna si sarebbe dovuto accorgere del problema che aveva, di depressione o quant'altro. Io non ho visto una sofferenza ma una specie di diva, come se invece di suo figlio ammazzato la intervistassero per un grande premio. Ma se i giudici, dopo tre gradi di giudizio, hanno avuto la certezza matematica della colpevolezza di Anna Maria, devono ora impedire qualsiasi sconto di pena: in Italia ci sono già troppi indulti o grazie che finiscono per rendere evanescente qualsiasi condanna. E, a quel punto, se la certezza della colpevolezza è matematica, non si dovrebbe neppure invocare la lontananza dai figli per cercare di mitigare la pena: i figli non possono diventare un alibi quando una madre si è macchiata del delitto più atroce, l’uccisione del proprio figlio.
    Come si può chiedere la grazia dopo un solo giorno di carcere e prima che abbia pagato almeno in parte la sua colpa questo lo stato lo deve a Samuele Lorenzi di tre anni, ucciso barbaramente. Franco Corbelli ha dichiarato: «Non mi aspettavo una reazione così negativa per un'azione umanitaria». Non accetto quindi, e rispedisco al mittente, lezioni da nessuno su questa tema. Per questo continuero’ a combattere per la Franzoni e per tutte le donne detenute con bambini da assistere. E’ un fatto indegno di un Paese civile far restare in carcere queste donne con i loro bambini da assistere. Per la Franzoni ho chiesto al Presidente Napolitano solo un atto di giustizia, di pietà e umanità per una donna, distrutta (al di là della sua colpevolezza o meno) dopo la morte del piccolo Samuele, e soprattutto per i suoi due bambini, privati dell’affetto della loro mamma”.

    Due sono le cose: se Annamaria Franzoni fosse innocente vuol dire che i giudici di primo e secondo grado, nonché quelli di cassazione sono degli emeriti imbecilli… Se invece è colpevole, come sentenziato deve scontare interamente la pena comminata, non ci sono altre soluzioni il parere del signor Corbelli lascia il tempo che trova, e se la Franzoni ottiene dei favoritismi le altre madri sono da considerare di serie B, e questa non é GIUSTIZIA!!!

    May 19

    Siamo una società maleducata e violenta ….

    La civiltà si vede dalle piccole cose. In questo periodo esci il mattino e n vedi: sul bus giovanotti seduti in barba a signore anche di una certa età (a questi ultimamente si sono aggiunti coloro che, secondo le loro tradizioni, considerano zero la donna); mamme o nonne che corrono a far sedere i ragazzini, rimanendo loro in piedi e inculcando quindi fin da piccoli certi " falsi diritti". Gente ferma sulle porte che im¬pedisce si salire e scendere; cellulari che squillano ininterrottamente, persone che urlano i propri fatti a tutti. Per strada scooter e biciclette che ti girano attorno minacciosi, an-che sulle strisce o oltre il bordo delle linee di stop ai semafori (mai che si fermino per lasciar attra-versare i pedoni). Ma cosa siamo diventati? Oltre che maleducata la nostra società é violenta. La violenza la cerchiamo in continuazione perché fondamentalmente siamo drogati di violenza, ma non vogliamo ammetterlo. Si comincia dalla televisione dove le risse televisive tengono banco per futili motivi. È quasi invia d'estinzione il dibattito tranquillo tra due o più interlocutori su qualsivoglia argomento: dopo pochi minuti se uno o più d'uno non si sovrappone a chi parla alzando la voce non c'è dibattito. È questo che fa audience! Allucinante! Sui campi di calcio non ci sono più sportivi ma scalmanati, ignoranti assettati di sangue che cercano e sfidano gli avversari all’ ultimo sangue. Per no parlare dei continui atti di scelle¬rata violenza urbana come uccidere per una si¬garetta, bruciare i capelli, picchiare un vecchio per rubargli il portafoglio, approfittare delle debolezze altrui per apparire più forti, per far bella figura davanti al branco, per essere dei "vincenti"? Darwin, se non vado errato, disse: "È il più adatto a sopravvivere e non il più forte". Premesso che la madre degli idioti e degli imbecilli è sempre incinta, stando ai fatti però l'evoluzione della specie non dà segnali confortanti. Dopo il riscaldamento o raffreddamento planetario dobbiamo anche preoccuparci di un imbarbarimento globale e totale della specie umana? Torneremo all'età della pietra? Spero di no, ma c'è di che riflettere e non poco, e i nostri governanti dovrebbero prendere gli opportuni provvedimenti.

    May 04

    Bossi spara le cazzate a casa tua.

    Errare umanum est, perseverare diabolicum

    Umberto Bossi entra alla Camera mostrando il pungo e digri¬gnando i denti. È l'immagine di chi torna a Roma da vincitore conscio del peso che la sua creatura politica, la Lega Nord, assumerà per l'intera legislatura.
    I cronisti chiedono se sarà possibile dialogare con la sinistra. Bossi replica brusco: «Non so cosa vuole. Noi siamo pronti; se vogliono fare gli scontri, io ho 300 mila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi... Mi auguro che la sinistra scelga la via delle riforme, non come l'altra volta che non vollero assolutamente la riforma federale». Parole forti che cozzano con gli inviti alla moderazione verbale che Silvio Berlusconi gli rivolge insistentemente da giorni. Appena l'altra sera il Cavaliere ha definito le armi citate da Bossi «fucili di carta». Ma lui replica laconico: «I fucili sono sempre caldi». Il ritorno del senatur a Montecitorio, per la prima volta come deputato dopo il malore dell' ll marzo 2004. Più tardi Bossi dice la sua sul governo ostentando ottimismo dopo la tensione degli ultimi giorni, senza però rinunciare a qualche battuta agrodolce nei confronti del futuro premier: «Alla fine Berlusconi troverà la soluzione: sono fiducioso, sennò avrei preteso i ministri prima del voto dei presidenti delle Camere, quando avevo il coltello dalla parte del manico». Basta minacce da Bossi! «Ho trecentomila uomini con i fucili caldi da usare contro la sinistra... se non è d'accordo con le riforme...». Queste e ultime sconcertanti, anticostituzionali e deliranti parole pronunciate da Umberto Bossi.

    È una vergogna che lo Stato Italiano continui a pagare lo stipendio del senatore che, oltre ad essere volgare e arrogante, continua a minacciare chi non la pensa come lui. E allora le persone, che sono di sinistra e si sentono minacciate continuamente, potrebbero pensare di denunciare Umberto Bossi alla Procura della Repubblica, preposta a difendere gli interessi di tutti i cittadini, anche se Silvio Berlusconi ancora una volta ci dirà che si tratta solo di espressioni colorite ed iperboliche.

    Anche ieri, in occasione del discorso pronunciato da Fini neo eletto presidente della camera, mentre rivolgena un omaggio alla bandiera tricolore, simbolo dell'unità della nazione, cui il nostro popolo si riconosce, Bossi ha ringhiato: " L'Italia ha una bandiera tricolore , noi padani ne abbiano una bianco e verde."

    Senatur Umbertro Bossi, se non riconosci nemmeno la nostra bandiera, il nostro tricolore che cazzo ci fai in parlamento, dai le dimissioni da senatore e vaffanculo in padania.

    Il presidente del consiglio dovrebbe far fare i test psicologici per verificare la personalità e il carattere dei suoi alleati e non dei magistrati.
    Ricordo all'illustre (si fa per dire...) senatur Bossi che non è stata la "sinistra" a non volere la riforma federale, bensì il popolo italiano, che ha bocciato la riforma nel 2006, attraverso un referendum sulla devolution democraticamente indetto.
    Viene da molte parti l'invito a rispettare il risultato delle elezioni come espressione della volontà popolare; bene anche questa è volontà popolare e se Bossi non la rispetterà sarà lui a doversela vedere con noi, ma si tranquillizzi il senatur, noi ci presenteremo al suo cospetto armati solo delle nostre idee per dirgli che i sui caldi fucili se l’infili su per il culo (con tutto il rispetto per la carica istituzionale che presto avrà).

    Il secessionista

    April 04

    Pane Nostrum

    Anche nel campo dell'alimentazione la  Sardegna è stata gelosa custode delle tradizioni arcaiche: ha saputo difendere e conservare le vecchie usanze ga-stronomiche perpetuando alcuni "piatti" tipici che rendono l'attuale cucina isolana molto peculiare e ricca.
    L’Isola è uno dei luoghi del Mediterraneo dove la tradizione della panificazione ha una storia molto antica. È il luogo d’Italia dove vi è il numero più alto di pani: da quello secco come il Carasau a quelli ornati delle feste. L'alimento fondamentale dei pastori e dei contadini, ma anche della maggioranza della popolazione rurale, era un tempo il pane, detto civargiu o chivarzu, civrasciu, (dal latino panis cibarius) di forma tonda o allungata, fatto con farina di semola. Un pane quindi per tutti i giorni, considerato di seconda qualità perché non ottenuto da farine bianche. Il cibo per eccellenza, poiché viene consumato ogni giorno in grande quantità e con tutte le vivande.
    La confezione del pane costituiva un vero e proprio rito, poiché quest’operazione, che spettava alle donne, diventava il simbolo della fatica quotidiana: da autentiche e istintive artigiane esse esercitavano la loro fantasia creando con mani esperte innumerevoli forme di pasta candida, varie nelle fogge e nei disegni, riproducenti aspetti della natura o visioni suggerite dall'immaginazione, bizzarre composizioni architettoniche o delicati merletti, ma anche simboli augurali e meravigliosi giocattoli per i bambini. Ma a prescindere da come si presenta, il pane sardo è sempre saporito e sostanzioso, ha forme funzionali, suggerite dalla stessa sagoma del tradizionale forno a palla, oppure imposte dalla necessità di poter disporre per mesi di una provvista di cibo che deve durare conserva
    ndosi inalterato.
    Il gusto schietto deriva dall'ottima materia prima a disposizione, il frumento prodotto nell'isola (Triticum durum), il pregiato grano duro, detto in sardo trigu, tricu, trìticu o trìdigu, affine a quello che nei tempi antichi si produceva in Sicilia, a Creta, a Cipro, nel Nordafrica e nel Vicino Oriente, idoneo per la panificazione e adattissimo per ottenere i diversi tipi di pasta per biscotti, dolci, sformati e focacce. Due sono i tipi fondamentali di pane. Il primo comprende le focacce del Campidano e delle altre aree pianeggianti e collinari, le enormi, soffici e scure forme prodotte nei paesi agricoli, dalla crosta ruvida e dalla mollica spugnosa. Il secondo tipo riguarda la sottile, croccante e bianchissima ostia preferita dai pastori della montagna e dell'area settentrionale, insieme all'altro sottile pane biscottato e indurito mediante un procedimento di disidratazione naturale che è usato in tutte le altre zone dell'isola. La grossa e sostanziosa focaccia del Sud, detta anche moddizzòsu, ossia pane morbido, è la rustica pagnotta di tutti i giorni, dalla pezzatura gigantesca, anche di parecchi chili, ben lievitata e molto nutriente, dalla crosta bruna e rugosa: forse era il primo pane delle più antiche popolazioni. Tipico della zona di Sanlùri e dei territori agricoli, è chiamato anche su pani tundu, cioè la focaccia r
    otonda. In certi paesi appare con forme rotonde e schiacciate, sa ladixèdda, cioè la pagnotta piatta. Nel Campidano di Cagliari si presenta triangolare, piatta e liscia col buco ed è conosciuta come su coccorrèddu. Nella Marmilla si usa a ciambella e si chiama sa costedda, ma se assume forme di gallinella, di colomba o di cornacchia, è detta sa carroghèdda (la cornacchietta). Nel Montifèrru la pagnotta schiacciata e soffice è conosciuta come sa covazzèdda, ossia la ciambella. Nella Planargia invece la chiamano sa lettura se ha il buco a circolo e sa fresa se ha forma triangolare ed è spaccata con un taglio. Su buffullìttu è il pane morbido del Ghilarzese. Su pani sgrangiàu è quello quasi integrale con l'eliminazione dalla farina della crusca più grossa; pani de scotti è quello più fino, col fior di farina candida; pane untu è la focaccia schiacciata del Logudoro; civàrgiu de òrgiu è il ruvido pane d'orzo; su coccoi è a forma di ciambella, su coccorròi è il pane di cruschello; su cogòne è una focaccia scura e grossa del Goceano, così come sa cocca del Meilògu.
    Nell'area settentrionale e nei paesi di montagna ad economia prettamente pastorale si confeziona sempre un altro tipo di pane detto pane carasàu o asàdu, a sfoglia sottile come
    la carta, biscottato, ridotto in strati quasi trasparenti e, in certe occasioni, anche decorato a pressione con stampi di legno scolpito. La pasta, di farina fine di grano duro (in Sardegna il pane tipico è solo di farina di grano duro), viene lavorata, ridotta in fogli sottili e circolari, fatta lievitare tra due teli di lino e quindi infornata con una larga pala di castagno. Appena il disco di pasta si riscalda e comincia a fumare e a rigonfiarsi "a palla", viene estratto dal forno e, ancora caldo, separato in due sfoglie con un coltello appuntito e tagliente, quindi subisce una nuova infornata per la cottura definitiva che gli fa assumere un colore dorato chiaro con striature scure a chiazze: il gusto è invitante, anche perché gradevolmente croccante. In certe zone questo pane che i turisti sprovveduti chiamano carta da musica, è detto pistòccu, cioè ostia biscottata, o fresa o "pane fine". Il consumo di questo pregiato prodotto domestico o artigianale si è sviluppato negli ultimi anni, tanto che attualmente il pane carasàu è esportato in tutta Europa, dopo che una legge regionale ne ha autorizzato la confezione "all'antica" con cottura nei forni a legna. I centri di maggiore produzione sono nel Nuorese e nel Logudoro, dove si usano speciali contenitori di vimini per il trasporto del pane a sfoglia, che dagli ovili e dai campi è passato nella mensa degli emigrati, nei supermarket del Nord e nei ristoranti della Costa Smeralda. Ad Ozieri e a Sassari si confeziona una focaccia bianca, morbida e gustosa, detta ispianàdda o spianàda, di forma tondeggiante. A Dèsulo e a Tonara si usa sa pittòrica, una focaccia color avorio, tonda come il luminoso disco solare, che ora viene venduta anche nelle città, ricercata dagli intenditori per la sua intrinseca bontà. I pani simbolici. Nella nostra isola il pane assume anche forme artistiche, è espressione del genio femminile che nel tempo ha creato tipologie che fanno di ogni pezzo una piccola scultura. È soprattutto nelle paste dure, di semola o di farina bianca: tzichi, palzida, coccoi, che la creatività della panificatrice si esercita al meglio. È un trionfo di paste a forma di bambola, di rose e fiori, con intagli preziosi. I pani de isposas, i pani del matrimonio, che anticamente, come ricorda l’Angius nel suo “Dizionario degli Stati di S. M. il Re di Sardegna” del 1833 / 56,venivano donati dalla sposa al sacerdote e alla suocera. Per Pasqua viene prodotto per essere dato ai bambini una ciambella di pane, con dentro l’uovo cerimoniale, il coccoi de angulla. Il primo giorno dell’anno veniva preparata una bambolina di pane che veniva data ai bambini che facevano la questua rituale de su candelarzu (dal latino calendarium, la festa di capodanno, la strenna calendaria di cui parla San Gerolamo commentando la III Lettera di San Paolo agli Efesini). Nella panificazione casalinga il lavoro comincia la sera prima della cottura. In un recipiente si impasta la farina con l’acqua e viene aggiunto il fermento. L’impasto ottenuto riposa in un ambiente tiepido per tutta la notte. Il mattino seguente, solitamente alle prime ore, le panificatrici lavorano la pasta su di un tavolo fino a che non appare di colore bianco. Dopo di che la pasta suddivisa in porzioni viene incisa con forbici, e coltelli per far assumere le forme desiderate. Una parte della pasta, sotto forma di pagnottella su cui è incisa una croce, verrà conservata come fermento per le prossime panificazioni. Acceso il forno le pagnotte preparate vengono introdotte con una pala di legno e lasciate finché il colore non annunci la cottura. Durante il periodo in cui si macellava il maiale per le provviste dell’anno con i ciccioli si preparava il pane cun gerdas o berdas, sia salato che dolce con l’aggiunta di uva passa.
    Il pregio del sapore e dell'aspetto di questi rustici pani dipende, oltre che dalla conformazione del forno, anche dall'uso come materiale da ardere di leggere frasche ben secche e di fascine di erbe aromatiche selvatiche che lasciano un'appetitosa fragranza.

    Olimpiadi Pechino 2008

    Dopo lo stadio "Nido d'uccello", per l'inizio delle olimpiadi di Pechino 2008, finalmente é stato scelto anche il simbolo dei giochi organizzati in Cina in un periodo in cui il regime cinese costringere all’aborto le donne che pensano di generare il secondo figlio e che adotta la politica del controllo delle nascite soprattutto se le nascite da controllare sono al femminile, e che combatte l’omosessualità con il capestro è veramente ridicolo. Ma che cavolo di Olimpiadi e confronti sportivi ci accingiamo a celebrare a Pechino quelli di chi ammazza più Tibetani al giorno e/o quelli di chi ammazza più oppositori al regime. Con questo simbolo si può conciliare lo spirito di Olimpia con chi fa una politica di costrizione delle nascite limitata ad un solo figlio , possibilmente maschio e con le donne condannate ad abortire anche in gestazione avanzata e con il riciclo dei resti dei feti per le industrie cosmetiche.

    Per evitare problemi oggi la Cina a riaperto i lager dove sono state deportate 660 persone tra monaci e rivoltosi e dove verranno costretti a lavori forzati, torture e indottrinamento. Questo non è diverso a ciò che Hitler ha fatto agli ebrei. Ora è nostro dovere morale continuare a esprimere dissenso perché nel 2008 non può esserci ancora un simile attacco a un popolo indifeso. Sia chiaro che questa protesta è contro un governo non contro un popolo. Non si può cadere in questo madornale errore perché si diventa razzisti. Anche il Dalai Lama vuole le olimpiadi, infatti, non è giusto condannare un popolo di miliardi di persone. Quello che deve finire è la violenza con cui il regime governa questo popolo.